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Uomini 7 aprile 2017 · lettura 1 min · 1258 letture

Il monumento ai caduti della prima guerra mondiale

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Franco Campana 42 poesie pubblicate
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Per il potere di altri, per il profitto di altri. Per aver posto l’umanità seconda al danaro. Ecco l’inganno che li ha portati ad essere qui, ora ricordati solamente da una data sul calendario Scempio, raggiro, narrato bugiardamente dalla demenza dei vincitori, dico a voi, e a noi tutti, perché nessuno ha vinto, pagando con la vita dei propri cari un pezzo di terra di un altro. Ricordiamoli, ma fai che mai, sia dimenticato chi per ingordigia personale li ha portati lì, a morire su cime che dovevano decantare le bellezze d’Italia, non medaglie alla memoria.
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Commenti (1)

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Antonio Terracciano7 aprile 2017

E' una poesia che esprime molto schiettamente il pensiero di tanti (il mio senz'altro): le guerre servono soltanto per arricchire gli alti gradi militari, per mandare alla morte, alle mutilazioni o comunque a conseguenti disagi psichici o fisici giovanotti incolpevoli, e per conquistare, come dice l'autore, "cime che dovevano decantare le bellezze d'Italia", cime che sarebbero rimaste ugualmente belle (o forse ancora più belle?) se avessero continuato a decantare quelle dell'Austria, o di qualunque altra nazione, perché la natura è (dovrebbe essere) di tutti.