D’etereo non finire
Rita Stanzione
1948 poesie pubblicate
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Non c’è che spazio in questo cielo sfinge
cratere e varco e dondolo di stasi
se del notturno è l’acqua e ti sospinge
stremata maglia d’alghe in fiotti evasi.
D’etereo non finire l’alveo stringe
si addensa poi dilaga in vene e vasi
scompone il derma, in permanenza tinge
si unisce al sogno di contatto e crasi.
La non sopita scia, petali e dita
lunga cascata carsica d’altrove
aprono ante al cuore in una china
lucente squarcio annulla ore di brina
irradia dal silenzio, lo rimuove
palpita agli occhi e batte ancora vita.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
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