Spiagge fasulle
Gabriele Della Cornia
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Rivelami il tuo nome
mia dolce e avvenente speranza
che tu abbia volto di fanciulla, donna o madre,
fallo che tu sia concreta sostanza o
vaticinio di neve al sole,
ma non rivelarti come sirena,
troppe volte mi sono arenato
sulle tue fasulle spiagge.
In fondo è questo l'angolo di tempo
più bello e sofferto, si vive nella promessa
pregando di sopravvivere al tuo imprevedibile aspetto,
un mezzo sorriso accettando il prima
e un dopo e un poi,
sciolti in dolci tisane per dormire.
Sarai reale, testa o croce,
ma una cosa è certa:
oggi dopo mille volte che sei nata e morta,
immaginarti mi rende indifeso,
non posso pensarti brutta
perché tutto sarebbe distorto,
semplicemente il contrario,
di ciò che era giusto che fosse.
©
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L'autore
Gabriele Della Cornia
Commenti (1)
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emmalisa lucchini14 aprile 2017
una spiaggia, uno spazio dove riporre le speranze accompagnate dalla consapevolezza, sapere esattamente cosa si vuole. La delusione la sofferenza rende indifesi. Così colgo. Bella lirica

