La principessa degli ulivi

Quando una luna stanca
lascia il posto ad un pigro sole,
prendo la mia principessa per mano
e la porto nel nostro castello fatato.
Nel regno della libertà, dove,
ognuno è libero di amare.
Quasi cinquanta anni fa
le misi al dito una coroncina di ulivo.
Lei, la mia principessa emozionata,
guardando la veretta con la gemma verde, pronunciò il si.
Quel si che ci tiene ancora uniti.
Schiavi e padroni dei nostri ulivi.
Fine la trina, il broccato, disegnato dal sole per noi.
Delicato ricamo di ombre ed oro
che ogni mattina, come una preziosa coperta,
accoglie i nostri passi stanchi.
Mani come pelle di pescecane, ruvide, bruciate dal sole,
nascoste tra le foglie, accarezzano le pietre verdi.
Scalano il cielo con la bramosia di riempire il paniere.
Il cesto di smeraldi per la mia principessa è pronto. Ricolmo, profumato.
Sorride la mia principessa.
Il suo diadema ha perso, ormai, quasi tutte le perle.
Lei, sorride lo stesso mostrando fiera le sue stagioni,
circondata dal suo esercito centenario.
Stridono gli anni, come i torchi del vecchio casale,
schiacciano la vita, inesorabili, lasciando un segno ...
l’oro verde, il prezioso, custodito nell’orcio secolare
è la sola ricchezza che lasceremo su questa amata terra.
©
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