Solitudine
paola marchi
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Udivo il tiepido brusio del vento spazzolare
le foglie accartocciate sui miei piedi nudi e fiacchi.
L'eco di una campana lontana percuoteva l'atmosfera
con l'inquietudine di un martello
su di un chiodo ormai pendulo e sgonfio.
Gracidavano le rotaie alle mie spalle
graffiate da quel ferro viscido ed unto,
che borbottando fumo se ne fuggiva lontano.
La solitudine si annidava tra le mie ossa
mentre ascoltavo il pianto di una farfalla
sulla mia spalla.
Non volava.
Io come lei, non volavo più.
Me ne stavo lì con il cuore dentro ad uno stagno
ad affogare nei ricordi i miei rimpianti.
C'era il brusio del vento,
c'era l'eco della campana.
Vuote oramai le rotaie,
mi soffocava l'aria.
Lui su quel treno.
Io sola con la farfalla sulla spalla.
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L'autore
paola marchi
Non sono poetessa, ne scrittrice, solamente una donna, che rubando tempo al tempo di una vita reale colma di numeri, obblighi fiscali e doveri morali, si immerge in un' oasi di tranquillità, nella quale esprime quella Paola, che Nessuno conosce e neppure per un attimo, immagina che possa essere Lei, veramente tale.
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