Inquietudine
paola marchi
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Sento gocce di rugiada trastullarsi
sulle mie ciglia intimidite
dagli spasmi di un vento,
che mi offende.
Le palpebre cariche di solitudine
sussurrono alle pupille di cercarti ancora
tra le ombre del crepuscolo,
che incombe sulla mia pelle nuda.
Ho le spalle accartocciate
da una brina carica d’insidia.
Vagabonda sono io,
tra gli sterpi ripieni di bruchi
e di sterco maleodorante
al mio ultimo respiro.
Voglio imbastire con un filo di saliva
il tuo nome sulla corteccia
di questa quercia, che mi osserva.
Voglio urlare al vento
i rigurgiti dei miei malesseri,
partoriti dalla mia anima di
Donna Selvaggia.
Voglio pulsione, istinto, eccesso,
e non morire tra gli spasmi del vento.
©
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L'autore
paola marchi
Non sono poetessa, ne scrittrice, solamente una donna, che rubando tempo al tempo di una vita reale colma di numeri, obblighi fiscali e doveri morali, si immerge in un' oasi di tranquillità, nella quale esprime quella Paola, che Nessuno conosce e neppure per un attimo, immagina che possa essere Lei, veramente tale.
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