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Introspezione 16 aprile 2017 · lettura 1 min · 1173 letture

Nell’irrequieto divenire

Giovanni Chianese 702 poesie pubblicate
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Quando il buio nella mente s’apre al vento dei desideri tepore è il misero cuore al frastuono di gelide onde sulle mura d’agognati confini Io scottante sabbia del deserto frustante corpi essiccati al sole nel castigo d’errante uomo luce vedo tra i monti al cielo grigio e neve candida sull’altrui vetta Ma affondo e resto nell’oscurità bollente dove consapevolezza del destino atroce condanna è dell’argonauta che con demenza e irrequieta confusione tra inusitate sponde volge ai lidi E ora che sulla vetta mi ritrovo ai riflessi in controluce del mio istinto tra perdizione e inestricabili labirinti di una caldera cieca è senza uscita a ricamare sto l’ennesimo canto alla vita
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L'autore
Giovanni Chianese

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na

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Commenti (1)

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Franco Scarpa16 aprile 2017

Trovo che con questa lirica l'Autore voglia farci comprendere che il divenire, all'apparenza immagine statica, in realtà sia legato al tempo e quindi soggetto a un continuo cambiamento. Un divenire che diventa irrequieto, soprattutto quanto l'uomo si inerpica su cose complicate e senza uscita; che gli fanno perdere il senso puro della vita.