Quel ciel ch'è concorde

In quel ciel così d'anice
e menta
solca e spazia na' scia
tremebonda...
è d'un lampo d'acciaio
il fragor che rimbomba
a zittire financo il frusciare del vento.
Quanto stride quella candida
spuma
e quanto inficia quel quarto
di luna
già al diurno sì diafano e alieno...
tanto tremulo, effimero e strano.
Poi, come un cirro lontano
si dipana nell'aria
pari al filo di fumo da camino
e concorda l'azzurro al sereno...
e con la danza di piumate quell'ali
torna ancor a gioire quel cielo.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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