Chiedimi cosa sono
Pier Giorgio Cadeddu
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Perché mi frugano sul cuore
i tuoi occhi fruscianti di foglie,
lucidi iridi distanti quasi un’autunno,
intrisi in un attimo di pioggia fredda?
Perché stringono come corde sul collo
e mi rimandano al goccìo di cattivi pensieri
nel finto ritorno invernale di aprile?
Legnosi ed impudichi gesti,
lancio sguardi a ritroso
sul mio piccolo lembo di mondo,
un nervoso scricchiolare di paura,
e ritrosie di scuse per fuggire lontano
dietro un soffio di vento.
Perché mi chiedi, disattento amore,
dove possono morire in riflessione
i miei silenzi inarrestabili?
Ogni domanda nella tua domanda,
cambia profondità nell’incosciente sera
e le rondini gridano acute la violenza del cielo;
nelle mie poche risposte a capo chino
si confondono curve macchie di nero
e rivoli di stille di un amore stramato
in impalpabili veli per non lasciare i sogni.
Immagina mia cara,
che si fermi questo canto sottile,
troppi strappi ho trovato
nei vestiti di vita trascinata al macero
e sono sempre tante
le parole perdute in una notte,
persa in se stessa nel nostro solitario
anecoico ritrovo senz’ ali.
©
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
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