"Ventinove sono morti"
Stefano Drakul Canepa
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Erano arrivati a mezzogiorno
dalla strada per Lizzano
vestivano di nero
il dolore della guerra
Ventinove
sono morti nella casa
la mamma che gridava
a Claudio di fuggire
E il cugino di anni cinque
adottato da zia Augusta
freddato dall’acciaio
diretto nella testa
Clementina di quattordici
massacrata sulla porta
guardava ancora il cielo
azzurro della terra
Romolo ha due anni
e un proiettile nel capo
l’hanno messo fra le braccia
vicino a sua sorella
Claudio è ritornato
a casa verso sera
nessuna voce ancora
fra le strade a Ca’ di Berna.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Marisol5827 aprile 2017
Non ci sono parole per definire le atrocità commesse durante la guerra. Triste poesia che fa ricordare dolorosissimi eventi.

