Pilota
Corri.
Guida.
Vola.
Vai più veloce del vento.
Urla a tutti che sei immortale.
Urla a tutti che non hai paura di morire.
Corri.
Giuda.
Vola.
Vai. Parti e non fermarti mai.
Arriva al traguardo prima degli altri.
Attento alla curva, voltati avanti.
Guarda.
Là c'è il tuo ultimo ostacolo.
Puoi farcela. Lo sai.
Vola. Vai.
Esci di pista, la curva è in salita.
Salti. Inciampi. Rotoli via.
La corsa è finita.
E tu?
Tu con lei.
Rotolando hai battuto la testa.
Ma non è l'erba di quando eri bambino.
E' asfalto, cemento e qualche sassolino.
Tutto di rosso si tinge,
Ma tu non lo vedi.
Tutto bollente è attorno a te,
ma tu non lo senti.
Perché?
Un ricordo rimarrai per tutti.
Un sorriso brillante,
uno sguardo sfavillante.
Occhi vivi,
pieni di gioia.
Il coraggio non ti mancava,
sprizzava da ogni tuo poro,
eppure, a salvarti la vita, non bastava.
Ci hai lasciati.
Tristi e soli.
Quella macchina era una trappola.
Una scatoletta di latta.
Piangeremo per sempre sopra quei resti.
Piangeremo finché saremo desti.
Guardaci da lassù,
dacci coraggio.
Insegnaci la voglia di andare avanti volando,
col vento tra i capelli.
Tu, pilota di Formula uno,
un po' pazzo devi esserlo.
Ti avvicini alla morte a ogni curva,
ma alla fine te ne fai una beffa.
Ogni tanto, però, è lei che vince.
E a noi, nulla resta, se non il pianto
per quell'atto di vendetta
che tanto aspetta
per essere tremendo e doloroso
come un pugno in pieno stomaco
(o anche di più).
©
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