"Ai primi di Maggio" (l'uomo che ero)
Andriuslan
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Per le zagare i sentieri -foglie sfioro
rinvengono respiri per soffi alitati
la caloria ritorna a spaccar la terra
vene- intorno a formichieri cumuli.
Dalle rocce fuoriuscite d'acqua pura
rinfrescano di mineraria durezza
e sui visi intrisi gocce
scivolano a chetar l'assolati rossori
ai primi di maggio.
Un venticello nel meriggio
solo a sfiorar capelli smossi
a la cocente ora, dagli ombreggiati ulivi
trassi respiro- seduto ad ascoltar miei fiati.
E nella ricercata pace-
capii di non esser più l'uomo che ero...
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L'autore
Andriuslan
Amo la poesia leggerla e scriverla. Scrivo da sempre e di ogni cosa, mi piace inventare storie. I miei poeti preferiti sono Poe e Rimbaud, non disprezzo i grandi Italiani, trovo che la nostra lingua sia tra le più belle al mondo. Mi piace la poesia "maledetta" dei "veggenti" dell'Ottocento, la poesia horror, fino
Commenti (1)
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e
emiliapoesie393 maggio 2017
molto bella nella descrizione della natura nel mese di maggio, il profumo della zagara inebria i cuori e come dice l'autore nel pensiero non sono più l'uomo di ieri, ma rinato a primavera... complimenti.
