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Spirituali 4 maggio 2017 · lettura 1 min · 1320 letture

Tra i vuoti dell’anima

Giovanni Chianese 702 poesie pubblicate
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Soprusi e dispotismo accusando un ventre insanguinato ancora pende sulla croce di aridi sentieri Trafitto al chiodo della penitenza tra città in fiamme e senza cielo milza ingrossa al Dio dolente per dardi d’affilato tridente nel ventre inflitti al beneamato Figlio Intanto all’indomani del sacrificio ove il sangue e il corpo ancora nutre giustizia non arriva al tacito dolente né il tempo stipante storia grida di rivalsa al martire sancisce E inerte ancora muore dissanguato nell’attesa che dall’alto scenda con suadente verdetto il padre tanto che sua morte sia ravvedimento nell’urticante galassia di esseri Oh mondo di cascate immense ove l’acqua dalle vette alle valli nutre l’eternità del divenire fa che il Figlio ancora sia luce inficiando l’imminente apocalisse
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L'autore
Giovanni Chianese

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na

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Commenti (4)

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Sara Acireale4 maggio 2017

Dopo più di duemila anni del sacrificio compiuto da Gesù sulla terra ci sono ancora guerre, odio e violenza. Si verifica sempre l'eterna lotta tra il bene e il male e ancora non ha vinto il bene. Molto bella tutta la poesia ma gli ultimi due versi li ho apprezzati in modo particolare. Si, Signore in occasione della fine fa che il Figlio possa ancora illuminare le nostre coscienze.

carla composto5 maggio 2017

verodopo aver adto la vita per noi non è cambiato nulla cattiveria iniquità continuano a serpeggiare nel mondo bellissima lirica il mio elogio al bravo poeta

Franco Scarpa6 maggio 2017

Nel “Dialogo della Natura e di un Islandese” di Giacomo Leopardi, la Natura rivolgendosi all'islandese dice: “...che la vita di quest’universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione, collegate ambedue tra sé di maniera, che ciascuna serve continuamente all'altra, ed alla conservazione del mondo...”. Questo modello potrebbe essere accettabile; ma credo sia più lecito pensare che l'uomo più che spettatore sia la preda. E’ bene che l'uomo diventi più consapevole nel suo agire; cercando di esprimere la propria soggettività possibilmente seguendo i principi dell’etica morale. Non di poco conto, di saper cogliere nella parola del Figlio quella luce che impedisce la strada verso la sua distruzione.

Antonio Biancolillo9 maggio 2017

Un dialogo Spirituale di alta poetica... Versi di grande valore per dipingere delle immagini che vivono e sono del mondo... tra natura e la nostra anima... un mondo in cui l'umo non ha mai imparato e mai imparerà dal suo ciclo perenne... abituato com'è a fare sempre quel braccio di ferro con Dio... Sicura è la chiusa che si aggrappa all'unica salvezza possibile... Molto apprezzata...