Controcanto
Pier Giorgio Cadeddu
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Abbracciati all’ultimo silenzio della sera
come radici di tempo ad un’antica madre,
respiriamo la densità feroce dei pensieri,
usurati residui di una nebbia danzante di pianura.
Flebile luce tagliata da lama arrugginita,
il silenzio di pianura rifluisce in gorgoglio,
acqua che annega nelle case degli uomini chiusi
a nascondere al cuore le angoscianti pretese di amore.
Ancheggia una notte puttana per una luna torbida di raggi
sotto le stelle nomadi d’insolita pianura;
giovane e morbosa per amori fragili,
nervosa come un amante impaziente tra le cosce .
Del nostro amore in controcanto,
stupito dalla banalità dei versi,
non lasciamo che qualche sbuffo in attesa
e la spirale involuta di un tempo selvatico
che non conosciamo ancora.
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli5 maggio 2017
Leggendo provo un senso di tristezza profondo, un amore verso la vita che, probabilmente ormai è usurata. Non c'è più la profondità umana per assumersi la responsabilità di vivere l'amore come società ... fratelli di un pianeta, divisi dall'egoismo!

