Lungo un pressappoco
Lungo un pressappoco di verzura,
azzurri clamori
a capofitto sull’avorio di giorni,
mentre si sfibrano gli orizzonti
su ipotetiche visioni
senza visuale.
Eppure a dirci di quel sentiero
che conduce,
dirlo, poi, inaccessibile,
sbarrato da gesti in disuso,
chiuso alle intenzioni
che domandano tempo.
E, nonostante, una lingua difforme
a sincopare suoni di alfabeti
lasciando ad intendere,
pressoché ad attendere...
L’afflato basta appena;
si piegano vele di sguardi
e una remora all’improbabile dire
incaglia intenti mai concessi
su scogli aguzzi di verità.
Colano a picco
finanche i nomi,
quando voci farfugliano
mulinando al vento.
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L'autore
Anna62
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