Mamma mia.
Nel tuo grembo mi portasti
custodendomi fino al risveglio
dal letargo embrionale.
Decidesti di farmi cantare
alla Vita
apostrofandomi
alle campane d'autunno.
Era tutto lì,
nella sacca del tuo utero,
la linfa che mi passavi
perché quel dì
potessi bere dei tuoi baci.
Ora sono a pregare
di non saziarmene mai
perché il Cielo a lungo
non richiami la tua assenza.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!