Pane e biscotti caldi
Quel nome
ogni sera mi suona
ma è come
se incerto, ormai stanco
negasse il contatto.
Nessuna parola che emerga,
mi cerchi sul manto velato degli anni
e di nebbia.
Continuo a vederti in immagini mute,
sfocate
ed afona chiami.
Ci aspetti,
ci chiedi dei compiti a scuola,
riordini casa,
diffondi il profumo di pane e biscotti.
Fatichi:
la conca sul capo per l’acqua alla fonte,
poi legna dal fiume,
le mani callose ferite da zappa
o bucato nel fosso gelato.
Di sera cucini al camino,
rosario, candela
e racconti di guerra.
La guerra che dura,
lontana, vicina
ti aveva segnato le notti
ed i giorni
in attesa struggente
che lui
ritornasse.
©
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