Terra di nessuno
Rasentavo da presso
gli augusti confini.
Se sogno o realtà
non so dire.
Ripidi
contrafforti di pietra
s’innalzavano
fino a scomparire
alla vista.
Nell’alveo disseccato
della mia coscienza
turbinavano
ancestrali ricordi:
l’angoscia
di falliti tentativi
riaffiorava.
Una volta di più
fronteggiavo
l’antica sfida.
Ma nessuna guida
accompagnava
i miei passi!
Solo ero
e da solo
il modo dovevo trovare!
Gli occhi fissi
alle invalicabili pareti
il Senso di tutto ciò
mi domandavo.
Cosa proteggevano
quelle mura
cosa mi aspettavo di trovare
al di là?
Impellente
una voce interiore
mi invitava a ripercorrere
i miei passi.
Di ogni cosa
altrimenti
il senso
avrei perduto.
Non era concesso
attardarsi
in quella terra di nessuno!
Se ascendere
non sapevo
diceva la muta voce
nuovamente
discendere
avrei dovuto.
Ma dove e come
già più
non ricordavo
mentre
il mondo attorno a me
rapidamente
collassava.
§
Rivivevo
lo sgomento
di un intero universo di possibilità
d’Amore e di Bellezza
che dalle mani
fuggiva via.
Ma il dolore
più volte provato
come un lavacro
aveva trasformato
il mio sentire.
La dolcezza
di perdersi
di lasciar andare
ogni legame
la bellezza dell’abbandono
ora
finalmente
cominciavano a penetrare
l’oscuro Vuoto.
Mai più
quell’insuperabile muraglia
avrebbe ostacolato
il mio cammino!
©
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