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Introspezione 22 maggio 2017 · lettura 2 min · 1296 letture

Terra di nessuno

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Marco Forti 503 poesie pubblicate
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Rasentavo da presso gli augusti confini. Se sogno o realtà non so dire. Ripidi contrafforti di pietra s’innalzavano fino a scomparire alla vista. Nell’alveo disseccato della mia coscienza turbinavano ancestrali ricordi: l’angoscia di falliti tentativi riaffiorava. Una volta di più fronteggiavo l’antica sfida. Ma nessuna guida accompagnava i miei passi! Solo ero e da solo il modo dovevo trovare! Gli occhi fissi alle invalicabili pareti il Senso di tutto ciò mi domandavo. Cosa proteggevano quelle mura cosa mi aspettavo di trovare al di là? Impellente una voce interiore mi invitava a ripercorrere i miei passi. Di ogni cosa altrimenti il senso avrei perduto. Non era concesso attardarsi in quella terra di nessuno! Se ascendere non sapevo diceva la muta voce nuovamente discendere avrei dovuto. Ma dove e come già più non ricordavo mentre il mondo attorno a me rapidamente collassava. § Rivivevo lo sgomento di un intero universo di possibilità d’Amore e di Bellezza che dalle mani fuggiva via. Ma il dolore più volte provato come un lavacro aveva trasformato il mio sentire. La dolcezza di perdersi di lasciar andare ogni legame la bellezza dell’abbandono ora finalmente cominciavano a penetrare l’oscuro Vuoto. Mai più quell’insuperabile muraglia avrebbe ostacolato il mio cammino!
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Gli ostacoli sul nostro cammino, possono risultare insuperabili se ci affidiamo solo alla nostra volontà e alla nostra conoscenza, fino a divenire nelle profondità del nostro essere, immense barriere di pietra che non lasciano più alcuna possibilita alla nostra evoluzione. Purtroppo siamo in grado di provare la dolcezza dell’abbandono, solo dopo reiterate, dolorose cadute.

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Marco Forti
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