Fruscii sugli orli
Rita Stanzione
1948 poesie pubblicate
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Il corpo si fa denso
riflesso delle mani
graffi e fessure, gocce
pause e fruscii sugli orli.
Non finire non tacere.
Il corpo è l’attimo
prima dell’impronta.
Il sì rubato
il t’amo sordo,
la ritrosia per le scarpe
in un batter d’occhio
convulsa distopia.
Ciglia che spostano il paesaggio
-sulle autostrade piove,
in qualche modo
si tratta di poesia.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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L
Loretta Zoppi27 maggio 2017
In qualche modo si fa poesia sul nostro limite fatto di parole e diviene un viaggio l'attimo che lascia rubato un segno: un consenso lontano dal passo sconosciuto. Estraneo pare quasi il paesaggio, le ciglia seguono altrove il pulviscolo della pioggia. Una lirica che ispira e che ho molto apprezzato.
