Ode ai mancini
Pasquale Farallo
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Fatti non foste a viver come gli altri
voi, gente fatta a rovescio
che per molti secoli andati
foste malvisti e denigrati,
voi che del corpo e della mente
lo scettro avete posto ad arte
dalla sinistra parte
In testa poi alquanto
così poco acume avreste
per essere annoverati
tra le normali genti,
voi che da sempre usate
quell’orrenda mano
che del diavolo si dicea invano
Dal principio fu la Chiesa
e poi anche la Scienza
che vi emarginò e derise.
La cultura d’ogni tempo
in ogni angolo del mondo
ha cercato sempre invano
di corregger quella mano...
Costretti foste a vivere
in un mondo a voi ostile
e di certo v’ingegnaste
a superar gli ostacoli che incontraste
finché qualcun non disse, finalmente
ma solo di recente
e dopo lunghi e arguti studi
Che marci voi non siete,
ma forse ancor più astuti
di chi la destra ha sempre usato.
A voi Mancini anfin è giunto
il giorno del riscatto
e se pure con ritardo
fra i geni or siete annoverati
Ed io che come voi
sinistro sono nato
e così sono cresciuto
felice del mio stato,
pur non senza incongruenze,
con forza dico d’esser grato
che mancino io sono e fui!
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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