Membrane d'acqua
Rita Stanzione
1948 poesie pubblicate
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Vieni, entriamo
in questo taglio
di membrane d’acqua.
Apri gole
da ginocchia distese
in repertori di ammanchi.
Via le mani dal tatto
le pupille dal visus
il sapore dal sale.
Scavo di pietra
da ogni lato annulla suture
rimesta fiotti alle rampe.
Guarda, siamo noi
nell’ondeggiar d’ossa
i pesci fradici
col grido nella bocca.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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L
Loretta Zoppi6 giugno 2017
Un invito ad entrare in acque segrete e profonde, dove ogni taglio diviene luce e i punti di sutura chiare immagini di ferite. Una mappa erotica verso un approdo non privo di noi stessi nel grido uniformato in un unico sussulto.
