I contadini del sud
Pasquale Farallo
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Riarsi dal sole e segnati dal tempo
i contadini del sud
hanno sempre sperato
Che il domani fosse migliore di ieri
per i loro raccolti
che han visto sempre più magri
Uomini scavati dentro e piegati in due
con la pelle del collo avvizzita
e il viso solcato da rughe profonde
Così fieri e sinceri
quando lacrime e sudore
si mescolano sul viso
e non lo lasciano mai a vedere
Sempre ricurvi sui campi,
ove confondono spesso le albe ai tramonti
perché non conoscono cos’è la fatica,
quando comincia e quando finisce
Uomini sicuri e veri
che sanno aspettare e non sanno mentire
che faticano oggi senza neanche sapere
se raccoglieranno domani.
Uomini che sotto la dura corazza
quella scorza che han sulle mani
hanno un cuore mite e indefinito
Perché segue il ciclo delle stagioni
proprio come nei loro campi,
la dura legge del dare e avere
Per questo a volte sono duri e crudeli
ma in fondo così teneri
quando li vedi intenti a seminare
e poi ogni germoglio nutrire e dissetare
E aspettare infine che porti il frutto
del loro duro lavoro ogni costrutto
ed esser poi paghi di quel poco
che forse gli donerà il campo - chissà - domani!
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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