Poi guardi il manifesto sulla parete
Hariseldom
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A volte la morte si affaccia dal vetro
ti guarda e pensa
che sei solo un soffio di vento.
Allora ti giri e guardi qualcuno
ma lei ti aspetta
all'angolo del ristorante.
A volte la morte
guarda il tuo volto
scorge quello che ti ha dato
e quello che ti ha tolto.
Alla fine sei solo un romanzo
uno tra tanti
che mai nessuno potrà leggere
dall'inizio alla fine.
Il tempo e gli anni
i segni sul volto
la tua tristezza come un gelato
che cola e appiccica le mani.
I nomi sul bordo
al centro del piombo
mancato ai suoi cari
si annuncia che domani
si dispensa dai fiori.
Una cicca per terra
un'aiuola fiorita
merito di un negozio
dal centro della città.
La morte è seduta
scrive sul cellulare
il nome della prossima vittima
ignota ai più giovani.
Fa caldo
nubi velate
zanzare alquanto perplesse
e sangue sul gomito del vecchio.
Siamo note su un pentagramma
gestito dal caso
o siamo il prodotto
del divertimento di un dio?
Poi ti siedi
la panchina è occupata
da un ragazzo del Senegal
che ti guarda e sorride.
Quello la morte la conosce assai bene
ha confidenza con lei
conosce persino il numero
del suo cellulare,
ma tu non lo chiedi
non oggi
nemmeno domani
siamo solo manifesti futuri
che camminano senza saperlo.
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