L'uragano
paola marchi
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Nidi di pagliuzze pennellate di pece
sono le tue folte ciglia
come barriere agli ultimi schizzi di luce
di un giorno da gettare
in un pozzo senza fondo.
C'è nebbia sulle tue pupille vitree.
Le lacrime si confondono
nella pioggia sottile
che ti inonda il volto,
pallido e assorto.
Nessuno le distingue.
Solo io le catturo.
Sono perle trasparenti
schiaffeggiate dal vento,
inghiottite in un lampo
da un morso eclatante
sulle tue pallide e tremolanti labbra.
Sono io che ti bacio e non ti lascio.
Assaporo il tuo pianto.
Nella mia bocca, c'è cibo, ora.
Lacrime di speranza come pietanza.
Ci abbracciamo ansanti.
Affamati di vita, ci baciamo.
Un uragano sulle ciglia invochiamo,
inginocchiati su una pozzanghera.
©
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L'autore
paola marchi
Non sono poetessa, ne scrittrice, solamente una donna, che rubando tempo al tempo di una vita reale colma di numeri, obblighi fiscali e doveri morali, si immerge in un' oasi di tranquillità, nella quale esprime quella Paola, che Nessuno conosce e neppure per un attimo, immagina che possa essere Lei, veramente tale.
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