La casa sul promontorio
elena rapisa
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Ad ogni sorger di sole la vecchia casa
era come se si tuffasse nel mare
per lenire le ferite del tempo senza lamentarsi
in attesa di un miracolo
La luna, il gufo e le stelle nel silenzio notturno
seguivano i suoi racconti di quando era giovane, ospitale
e viveva di giochi di bimbi, di notti d’amore
Narrava la vecchia casa dei giorni di gioia
delle tempeste marine, di quando la neve copriva il tetto
di zucchero a velo;
quanti i lumi brillanti in notti di gelo,
quante carezze, sussurri amorosi
a scaldare il suo cuore di pietra
In primavera le bianche betulle
le donavano ombra, mormorio di foglie novelle,
infinite melodie di ruscello
Del mare la cullava il canto dell’onda
e generosa la luna portava in regalo le stelle
Vive di sole e d’ombra di nuove ferite,
ma al calar della sera quanti sorrisi, quanto amore
e scalpiccio di piccoli piedi, gioviali fantasmi,
compagni di sogni che la fanno sperare
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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