La tua mano
Il tempo (se esiste)
intendo il “ nostro tempo”,
impone di correre
dietro a treni già fermi
in stazioni senza partenze
e intanto un boato di nulla
intralcia il cammino
scavalca ripensamenti
e scivola in abissi sempre più profondi
La tua mano c’è ancora
e mi saluta frettolosamente
o forse mi cerca tra i vivi
tra masse di folle che calpestano,
che non riconoscono i sentimenti
e che non sanno che in qualche parte del mondo
di un’epoca qualunque ci siamo amati
©
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