...e luce fu
Ermanno Volterrani
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La nascita del mondo è conosciuta
Da miriadi di poeti raccontata
Tutti ci misero impegno nel narrare
Nell'Eden che ci fu da ricordare
Ma ora io vi voglio raccontare
La storia che voialtri non sapete
Le maniche mi vado a rimboccare
E spero che voi mi perdonerete.
Il Signor nostro volle cominciare
Dalla terra, dal mare e le pinete
Ma mancava qualcosa perlomeno
Qualcuno che tenesse tutto a freno
La domenica il mondo era già pieno
C'aveva messo tutto l'occorrente
Allor si riposò dormì sul fieno
E creò un baldo e giovane assistente.
Adamo lo piazzò nel luogo ameno
Ma non lo vide punto sorridente
Pensò: ”se io gli creo una compagna
Di fisico e di mente ci guadagna”
Lo portò allora in mezzo alla campagna
Co’ una scusa lo fece addormentare
Sognava l'albero della cuccagna
E una costola gli venne ad amputare.
Per poco un cane l'osso glielo magna
Ma fe’ in tempo ad andarglielo a levare
Miracolo ci fu che nacque Eva
E Adamo per gioir quasi piangeva
Agli occhi suoi lui quasi non credeva
La donna tutta' ignuda al suo cospetto
Pe' una foglia di fico non vedeva
Credeva che ci fosse un trabocchetto.
Effetto strano però gli faceva
Vedere quella tipa tutto petto
Fra le gambe si mosse qualche cosa
E idee da porco gliene venne a iosa
Quel serpe non aveva che una posa
Diritto come se fosse sull'attenti
”Quasi quasi la vado a chieder sposa
Sperando che un mi mandi l'accidenti”.
Bella e più fresca lei che di una rosa
Coi fianchi tondi e molto prominenti
Adamo non sapeva cosa fare
A un sotterfugio alfin dovea pensare
Il serpe fra le gambe controllare
Doveva Adamo farlo ad ogni costo
Di pesci non sapea quale pigliare
E le mani dovea tenere a posto.
Gli venne poi un'idea da escogitare
Salì sopra ad un melo tosto tosto
Dalle foglie faceva capolino
Quel serpe con un fare malandrino
Fece la voce grossa da mastino
La mela porse ad Eva ignara e bella
Quella la prese nel suo bel manino
E dalla gioia perse la favella.
Felice del successo l'Adamino
Sembrò arrivar d'un tratto su una stella
Eva aveva abboccato alla sua esca
Avea preso una mela e no una pèsca
Bei frutti stava dando la sua pésca
Eva si dimostrava accattivante
Nell'erba lo aspettava fresca fresca
Aspettando soltanto quell'istante.
Ma Dio s'accorse di quella sua tresca
Puntò verso la coppia copulante
Disse loro che avean disubbidito
Puntando sul lor naso il suo bel dito
Al peccato originale avea assistito
Che del mondo sarebbe stato la rovina
Di ciò non era affatto divertito
Li cacciò via dalla casa divina.
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Ermanno Volterrani
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