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Satira 4 novembre 2007 · lettura 3 min · 1407 letture

...e luce fu

Ermanno Volterrani 13 poesie pubblicate
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La nascita del mondo è conosciuta Da miriadi di poeti raccontata Tutti ci misero impegno nel narrare Nell'Eden che ci fu da ricordare Ma ora io vi voglio raccontare La storia che voialtri non sapete Le maniche mi vado a rimboccare E spero che voi mi perdonerete. Il Signor nostro volle cominciare Dalla terra, dal mare e le pinete Ma mancava qualcosa perlomeno Qualcuno che tenesse tutto a freno La domenica il mondo era già pieno C'aveva messo tutto l'occorrente Allor si riposò dormì sul fieno E creò un baldo e giovane assistente. Adamo lo piazzò nel luogo ameno Ma non lo vide punto sorridente Pensò: ”se io gli creo una compagna Di fisico e di mente ci guadagna” Lo portò allora in mezzo alla campagna Co’ una scusa lo fece addormentare Sognava l'albero della cuccagna E una costola gli venne ad amputare. Per poco un cane l'osso glielo magna Ma fe’ in tempo ad andarglielo a levare Miracolo ci fu che nacque Eva E Adamo per gioir quasi piangeva Agli occhi suoi lui quasi non credeva La donna tutta' ignuda al suo cospetto Pe' una foglia di fico non vedeva Credeva che ci fosse un trabocchetto. Effetto strano però gli faceva Vedere quella tipa tutto petto Fra le gambe si mosse qualche cosa E idee da porco gliene venne a iosa Quel serpe non aveva che una posa Diritto come se fosse sull'attenti ”Quasi quasi la vado a chieder sposa Sperando che un mi mandi l'accidenti”. Bella e più fresca lei che di una rosa Coi fianchi tondi e molto prominenti Adamo non sapeva cosa fare A un sotterfugio alfin dovea pensare Il serpe fra le gambe controllare Doveva Adamo farlo ad ogni costo Di pesci non sapea quale pigliare E le mani dovea tenere a posto. Gli venne poi un'idea da escogitare Salì sopra ad un melo tosto tosto Dalle foglie faceva capolino Quel serpe con un fare malandrino Fece la voce grossa da mastino La mela porse ad Eva ignara e bella Quella la prese nel suo bel manino E dalla gioia perse la favella. Felice del successo l'Adamino Sembrò arrivar d'un tratto su una stella Eva aveva abboccato alla sua esca Avea preso una mela e no una pèsca Bei frutti stava dando la sua pésca Eva si dimostrava accattivante Nell'erba lo aspettava fresca fresca Aspettando soltanto quell'istante. Ma Dio s'accorse di quella sua tresca Puntò verso la coppia copulante Disse loro che avean disubbidito Puntando sul lor naso il suo bel dito Al peccato originale avea assistito Che del mondo sarebbe stato la rovina Di ciò non era affatto divertito Li cacciò via dalla casa divina.
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un presuntuoso tentativo seguendo le rigide regole dell'ottava rima, la rima dei vecchi poeti contadini toscani. Essi improvvisavano battute su due piedi e non esiste letteratura scritta al riguardo.

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Ermanno Volterrani
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