La mia zattera
Navigo da troppo tempo,
alla deriva e nello sconforto.
Veleggio, alla ricerca della persona,
che un tempo ero.
Tocco con un remo, e remo per tornare indietro,
ma nulla m'è concesso.
Inesorabili passano tutti gli anni migliori,
mi restano ricordi, buchi profondi
nel soffitto della mia esistenza.
Anche se un tenero raggio di sole
rincuora la desiata anima sopita,
tutto il resto è un naviglio periglioso
senza uscita. Remo ancora sperando
che appaia una costa dove sostare,
riporre quel remo in pace, mettere piede in una terra
che mi possa appartenere. Vento minaccioso
mi sospinge in ogni dove,
trepidante attesa di un rifugio, senza lode.
La mia zattera sbatte, contro le coste di un mondo
che ancora non conosco. Remo in attesa di arrivare
lontano, e due occhi come fari m'indicano la via,
Non v'è pari sensazione, nemmeno se si chiude gli occhi
il silenzio che a volte aiuta, a volte annienta. Remo
evitando ogni vortice illusorio di fugace baldoria.
Tento e disperatamente voglio raggiungere una meta.
©
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L'autore
Annalisa
Ho 49 anni, sono sposata, ho 2 figli. Abito a Lendinara - Rovigo, sono impiegata part- time . Pubblico in vari siti: - - - - Concerto di Sogni, Le perle del cuore, Galassia Arte. Alcune mie composizioni sono state pubblicate nell’antologia di "Scrivere 2006" .Nel 2006 ho partecipato al concorso indetto dall’Ass. ne N
Commenti (1)
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Francesco Rossi5 luglio 2017
INTROSPEZIONE, io leggendo francamente percepisco uno sfogo, intimo, senza ombra di dubbio ma, forse spingersi disperatamente verso una meta non sempre è la coronazione della ricerca di quello che eravamo perché conta quello che siamo sia nel bene che nel male, quindi l'imperativo è secondare il moto delle cose e degli eventi. Questo io credo.
