Antica canzone lunare

Sbuca la Luna d’estate
dopo il temporale serale
a continuare la luce
scemante del tramonto
con imbelle noncuranza
senza voltarsi al dì finito.
Or tutto intorno muta,
s’ode solo il canto
del notturno allocco
mentre il maestro usignolo
ancor tace alla luna
che par già attendere
la sua dolce melodia.
Fra lo stupir nuovo
delle umide stelle
per l’antico inciso,
nascosto fra le fronde
dell’albero più alto
a mirar l’incanto,
da voce allo spirito lunare
con note d’argento
l’inconsapevole poeta.
Già s’affaccia l’alba
con fredda rugiada
sopra il sempreverde,
casa del maestro di canto
con la sua compagna,
piuma a piuma,
al riparo dalla bruma.
©
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