Il poeta che parlava dell'amore
Hariseldom
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Tra barattoli di caviale
gusci di aragoste congelate
il poeta preparava i suoi versi
nei mille concorsi banditi dal cielo.
Un bonifico per partecipare
due versi da ricopiare
e la banalità dell'amore
infiorato da ghirigori sbeccati.
La bacheca piena di trofei
il suo orgoglio che gli dava conforto
e i mille viaggi per ritirare i premi di latta
mai un amore vero
solo una gatta pure distratta.
Anche in politica piuttosto confuso
si gettava dalla parte della massa
se una poetessa gli piaceva alquanto
diventava seguace di quella matassa.
Tutti lo applaudivano per grande poeta
ma i suoi versi erano solo croste ammuffite
e del vero dolore nessuno lo biasimava
forse per colpa della sua maestra ammalata.
Poi un giorno incontrò un critico vero
merce rara se è pure sincero
gli disse che le sue poesie le usava per defecare
avevano un effetto di buon lassativo.
Il poeta allora corse dalla mamma
l'unica che davvero lo capiva
lei gli accarezzò la testa bambina
e gli disse che il critico non capiva
non capiva quel critico la vera poesia
di rime baciate in are e a volte in ire
versi sublimi per pochi intenditori
luce del cielo dei gabbiani e di nostro signore.
Il poeta si sentì rincuorato
e subito compose un'ode alla mamma
che è sempre la più bella la più buona per tutti
per poeti, poetastri sia belli che brutti.
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