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Introspezione 8 luglio 2017 · lettura 1 min · 1440 letture

L’alba che aspettava

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paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
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il deserto che porto fiorisca il tuo futuro, d’altri mia musica lenta sfuma l’alba che aspettava gelò il sogno era sole amaro e albero e fronde di mistero a germinare straniere corolle legno porta e bara gli animali infetti confetti sui corpi la riverenza la penitenza urlarono del martirio per agghiacciare i cuori ricurvare desiderio dentro la ferrea linea del destino ridurlo fredda terra prima ancora del ritmo del volo ci furono primavere ghiacce bevvi l’acqua insana!
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Apollo si innamorò di una ninfa, ma lei fuggì da lui gettandosi in una fonte del monte Parnaso; secondo una variante della leggenda Apollo la tramutò poi in una fonte, alle cui acque diede la virtù di far diventare poeti quelli che bevessero. La fonte sarebbe stata consacrata alle Muse e ancora oggi i visitatori del santuario di Delfi iniziano il loro percorso turistico proprio dalla fonte Castalia.17 febbraio 2018
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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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Commenti (2)

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Rosetta Sacchi15 luglio 2017

Un’attesa che termina con una realtà che non si può disconoscere, il deserto. Un deserto dell’anima e del cuore che, personalmente, non credo possa dare vita a fioriture. C’è il ricordo che definisco vivo, anche se qui “vivo” sembrerebbe una contraddizione di un’alba amara, misteriosa, dolente, dove il sogno muore e il desiderio si spegne. E a chiusura la consapevolezza chiara d’una realtà che non ha lasciato scelta. “Bevvi l’acqua insana!” Ed è un’esclamazione di fronte alla quale l’anima quasi inorridisce…

poeta per te zaza19 luglio 2017

L'Autore parla schietto, ed è efficace, qui, a rendere l'immagine scarnificata o cruda della sofferenza che arreca alla persona la perdita di un grande amore. Lei ha scelto un altro e lo lascia nella più sterile solitudine e nel silenzio dove prima era musica, che lentamente non si ode più... Il risveglio dal suo sogno d'amore interrotto è gelido come l'alba che lo attende col suo sole amaro a seguire. Le "primavere ghiacce" di acqua sporca come metafora di una vita sconvolta alla radice, dalle stagioni al cuore, agghiacciato anch'esso nel dovere piegare quel desiderio vitale al ferreo e immodificabile destino-