L'aria delle Goldberg
Lucia Piombo
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Suonare, dici? Ricominciare a suonare?
Ma hai visto le mani? No, dico, viste?
Pensi che si muoverebbero ancora sulla tastiera, come anni e anni fa?
Pensi che tutto possa tornare come anni e anni fa?
Che, poi, mi basterebbe anche un anno. Ma no, non per le mani.
Per l’attesa del domani che ancora brillava. Un anno fa.
Ho scaricato lo spartito dell’Aria delle Goldberg. Ci proverò.
Ci proverò un giorno con l’Aria
ché avrei tanto bisogno d’aria. Di slargo di cuore.
È così stretto tra un mare di ricordi, imprigionato
legato stritolato strozzato.
Avrei tanto bisogno di dargli aria, poveretto.
Suonare, dici.
Ormai riesco solo ad ascoltare. E riascoltare. E riascoltare.
Rimescolare i giorni passati senza guardare avanti.
Ché avanti che potrà mai esserci se non un buio accecante
o una luce nera come un pozzo fondo fondo e vuoto.
Che potrà mai esserci avanti se non il guardare indietro
e ripescare luce nei fossi della memoria.
E di quella luce vivere ancora. Silenziosa. E immobile.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Lucia Piombo
scrivo da sempre. leggo da sempre. Ok, ok... da quando so leggere e scrivere. Mi leggono da un po'. poi c'è stata una pausa. Ora, riceccomi. Non posso stare senza. Ah, dimenticavo: spesso inserisco dei video dove recito le mie poesie. Con foto scattate da me. Ovviamente tutte le foto che inserisco sono
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