Il muro
Peppe Cassese
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Hai tu diviso il cielo in due sistemi
col freddo di una guerra mai scoppiata
ed eri caldo più di un cuore in fiamme
come la brama linfa del dio uomo
che spezza un fiore solo per piacere
avendo per coscienza un bombardiere.
Hai visto il mondo specchiarsi nel fango
con i fucili pronti alla mattanza
con il pensiero misero del tempo
tra foglie facce e rami inascoltati
che allontanava i petti dalle mani
e il cielo si oscurava ogni domani.
Sei stato nudo grigio e scollegato
il falso con l’inganno stesi al sole
il giuro e lo spergiuro dei tuoi anni
mentre che gli occhi vivi e irrispettosi
alzavano le tende per salvare
il sogno di una vita da cantare.
Hai detto basta e sei caduto a terra
ma la tua faccia gialla e ormai sbiadita
ancora ci riporta i giorni amari
le tante morti arrese a una bandiera
in più di ventott’anni accartocciati
dall’odio e dai principi separati.
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Peppe Cassese
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