La luna si è voltata

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Bellissimi ed eleganti versi pregni di dolce malinconia, con la luna che non vuole vedere per non soffrire, per non riesumare ricordi di un tempo passato. Scrittura molto fluida e armoniosa, di gradevole lettura.
Con versi suggestivi e armoniosi la Poetessa descrive il ritrovamento di foto ingiallite dentro un vecchio cassetto. Quanti ricordi! Sono frammenti di storie che emergono piano piano. Altro che immagini su internet! La magia di una foto ingiallita non ha paragoni. I cassetti di molte case conservano ancora foto antiche, ingiallite. Sarebbe buona cosa prenderle e osservarle per ricordare eventi passati...
Una dolce melanconia pervade l’animo leggendo questi versi dove l'autrice descrive attimi di vita vissuti e ora sfuggiti, ma impressi nei ricordi ingialliti di qualche foto e dentro il cuore. Un cuore stanco di ricordare ma con la voglia di rivivere quei momenti e di lasciarsi andare nelle piane dei sogni dove tutto può tornare e ritornare ancora.
Quell'attimo inseguito e mai raggiunto... racchiude in questi versi tutto quello che si è sperato e mai avvenuto. Trovo splendida questa opera. Plauso
Bella in tutta la sua stesura. Qui si va ben oltre l’immagine di foto ingiallite dal tempo. I ricordi sembrano svanire del tutto. Ma forse ciò sta a significare solo un tentativo di difesa dalla sofferenza. “Non voglio ricordare” dice l’autrice, ma questo non vuol dire che la mente sia sgombra dai ricordi. In effetti c’è contraddizione e confusione ed inquietudine tipica di sentimenti contrastanti. Si preferisce pensare che il tempo abbia arrestato la sua corsa, anche se lo sappiamo che non è così. Significativa l’immagine della luna che prende le distanze da ciò che ci accade. Molto bello il finale “ Tu vento,/io il soffio d’un momento” che ci dà il senso di complementarietà tra due esseri.
Il tempo non può tornare indietro, e da allora la luna si è voltata (più volte) e non può più illuminare quello che è ormai un anfratto scuro e immagini sbiadite invece di persone. Anche il ricordo dell’Autrice sfuma, nel focalizzare i tempi, le azioni, la panchina, la smorfia tra le rughe, la voce che strideva sui binari (più acuta del rumore sferragliante…). Avverto lo sminuirsi di lei che, pur lasciata, mitizza il ricordo di lui (Non ho ricordi dei giorni lontani dal sentirti) e si sente “soffio d’un momento” in quella storia finita e per lei ancora sofferta e lacerante, al cospetto del “vento” che è stato ”lui”.






