Tramontati paradisi
Giovanni Chianese
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Con orbite d’occhi spenti
e tra zolle di terra in fiamme
conto i passi d’andato trascorso
ed è inverosimile nella mente
tra roghi d’atroci tormenti il cammino
Pezzi a brandelli i corpi
nella melma dell’odio
non è più degna a dar vita altrui
né al paradiso floreale come vuolsi
questa bruciata terra sconsacrata alla semina
Era magia quell’oasi divina
ora sentenza il castigo d’irascibile Dio
la scabrosa eredità ai posteri
nel cerchio evoluto della vergogna
E in quell’artistico scenario
ora solo ecatombe al nauseabondo olezzo
misto al dolore delle dipartite
che sotto fredde lapide senz’anima
urlando dall’aldilà ancora penetrano
nelle meningi di un mondo cane
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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carla composto25 luglio 2017
uno scenario in terra sconsacreta, come dice il bravo autore, dove si rilela il dolore di dipartite ...versi toccanti e crudi ma belli ed apprezzati elogio sincero al poeta

