Non volevo niente
Giuseppina Di Noia
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Non volevo più niente
niente più dolore
niente più amare,
volevo assaporare la dolcezza dell'anima
che riposa dopo tanto dare alle ortiche,
dopo tanto scavare in un cuore vuoto,
finalmente libera, finalmente serenità.
Godermi solo e soltanto ciò che avevo
ed è già tanto credimi, che quando ci penso
ringrazio Dio ogni momento.
Quando non vuoi nulla, ti accontenti
l'animo è appagato, è sazio e non ha urgenze,
scorre lento il fiume dei pensieri
e il cuore non assume dipendenze.
Non volevo niente
e mi sei piombato dentro come un fulmine.
Quanto hai scosso ogni cosa,
in un attimo tutto
dallo scaffale della mente è crollato,
sul pavimento c'erano i cocci
ben nascosti e mai incollati,
ho dovuto raccogliere ogni cosa,
e una me riflessa nei tuoi occhi
m'imponeva un ordine diverso,
riconoscersi e stabilire verità assopite,
da soli con il cuore gonfio e accecato,
risvegliare i sensi, quelli veri,
da anni anestetizzati
e ammettere di non essersi mai lasciati andare veramente,
come s'impara a lasciarsi corteggiare?
Io non lo so, ho perso i desideri tanto tempo fa,
tanto che ho capito troppo tardi,
e mi son distratta dalle gioie.
Son proprio brava ad aiutare gli altri,
a dare forza, a raggiungere gli intenti.
Si, son proprio nata per dare spinte!
Ma a me, chi mi aiuta?
Che oltretutto non lo so manco dire, aiuto!
L'unica volta che l'ho detto,
era la prima volta che son morta,
e non me n'ero manco accorta,
nella disperazione
che lo chiedevo al mio assassino,
tanto che da allora mi son tolta il vizio.
Niente, non volevo niente di più,
adesso che ti voglio, tu non mi vuoi più,
e ridimensionare tutto questo,
non annaffiare un fiore, lasciarlo appassire,
spegnere l'interruttore
all'albero addobbato
il giorno prima di Natale
perché non c'è più festa,
fa una gran fatica,
forse più di quella che ho dovuto fare
nell'accettare di desiderati senza paure.
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Giuseppina Di Noia
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