Indifferenza. (Era prima del coraggio della parola fine)

Poi, a sera, quando il risaputo
si confonde nel vago scuro,
orme irripetibili
del lungo andare restano,
solidali ai ritorni, sulla soglia.
E dentro i quadrilateri
lampi invisibili di sillabe spente,
sibilo d’interstizi,
tentativi di flebili assoli,
quanto basta per poter allungare
la mano, poi, sotto il lenzuolo,
e non trovar la voglia.
Ha il silenzio un che di amaro
nelle bocche dei risvegli muti.
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L'autore
Anna62
Commenti (1)
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Lidia Filippi29 luglio 2017
Poesia molto bella e triste, di quella tristezza che l'animo prova quando non sa o non può librarsi in volo e accetta prigioniero giorni stanchi, nell'indifferenza... Scritta con grande cura: vocaboli efficacissimi si susseguono in forma poetica

