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Sociale 31 luglio 2017 · lettura 2 min · 546 letture

Zephà’ Zeruppha

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Michaelsanther S 2586 poesie pubblicate
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-Si chiamava Zephà Zeruppha veniva dall’oriente aveva occhi neri lucidi all’ombra di un turbante color oro antico -Aveva strane erbe per combattere il dolore sempre acceso degli amori ormai dissolti -Disse alla donna sei ancora giovane e il tuo seno è una fonte d’inesauribile affetto, io qualche cosa posso fare ma non è più la stessa strada quella del ritorno per chi da troppo tempo se n’è andato, gli alberi hanno perso molte foglie, i fiori del viale sono stati calpestati e il fiume sotto il ponte non fa più rumore di vita -La ragazza accennò a un sorriso e chiese l’erba giusta almeno per far dormire il cuore -Tieni è un decotto d’illusioni per un tempo lungo ad attenuare i tuoi pensieri per aprire lentamente la tua porta a un altro amore -Guarda il mio turbante è il regalo di una stella che mi fece visitare il cielo e poi non l’ho mai più rivista e non per questo mi son perso nelle tenebre -Un’altra stella ce l’ho quì di fronte sei tu ragazza mia e la luce che emani felice nell’incanto mi porterà lontano per una strada senza tempo -Nessuna stella mai si spegne solo si allontana per andare a illuminare altri mondi amore caduto nel mio cielo sono io la meta del tuo viaggio
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Da: Normalità Incondivisibili Tra Maschere Clonate

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Commenti (1)

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Rosetta Sacchi31 luglio 2017

Quando tutte le vie sono state tentate, anche quella meno razionale e probabile può apparire giusta. Sfiduciati, in preda alla disperazione, lasciamo che a decidere siano gli altri. Un intruglio di parole e strane erbe rappresenta la soluzione. La vita fa male, le illusioni d’amore, i tradimenti, le partenze senza ritorno. E allora perché non credere a qualcuno, dagli occhi neri lucidi e con un turbante color oro antico, che promette di mettere a tacere i tuoi pensieri e ti facilita il cammino per un nuovo amore? Sembra una favola, ma accade davvero di riporre speranze in persone che non sono di alcun aiuto. In tutto questo narrare poetico…molto bella la chiusa: “Nessuna stella mai si spegne/solo si allontana/per andare a illuminare/altri mondi…”