Fatti per pochi eletti
Giuseppina Di Noia
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E non sentire la solitudine
come una condizione di vita,
ma sentirsi soli
in questa condizione umana,
perché diversi,
esseri speciali,
fatti per pochi eletti,
pochi inesistenti eletti.
E chiedersi perché s'incappi
nei privi d'immenso,
nei senz'anima,
nelle viltà colme di pochezza,
stupida presunzione
di credere di essere migliore
con la futilità, la brama del nulla.
Chiedersi da cosa derivi questa condizione,
è forse ancor più stupido,
come cedere all'assurdo bisbiglio del male,
come ascoltare le sirene cantare.
Se siamo speciali,
con i nostri ideali,
le nostre assurde convinzioni,
con una moralità tutta nostra,
spaccata e ricostruita,
nelle cicatrici del cuore.
Se nonostante tutto
abbiamo conservato ogni cosa,
ogni tenera illusione,
ma soprattutto la purezza del cuore,
in questo mondo assente a se stesso,
fra queste facce prive di espressioni,
maschere ben articolate
per confondere gli umori
e mescolare solo odori.
Se alla fine siamo sempre noi,
e ancora siamo soli,
è perché nella folla,
speciali non significa migliori,
ma soprattutto se siam pochi,
al buio, fra i rumori del mondo,
i pochi, pochissimi eletti,
confusi e stanchi
non vedono in noi bagliori.
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Giuseppina Di Noia
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