Little boy (6 agosto '45)
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Quanti, in balia dell’onda
deflagrata nel cielo d’agosto
ignari che il sole possa precipitare
mentre crediamo solo di girare
fiduciosi del viaggio
-mattino su sera, estate poi inverno.
Cade la notte improvvisa
diluvia, lucentezza scura
orribile macchia, unica su ognuno
la tunica incandescente.
Vortice, schiarisce il volto alla Terra
già piena di ceneri che hanno amato la vita,
corpo su corpo, humus all’uranio.
Neanche la morte osa svegliare
dai loro polmoni la luce
scavare il sonno di case e respiri,
l’età del bronzo.
L’abbiamo vista la vergogna salvare
la scienza dal suo male?
Negli ossari di Amleto rivolta il buio
avanza, tra pace e follia.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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Francesco Rossi6 agosto 2017
quando si entra in questa tematica conta molto la sostanza e la poetessa unisce stile consapevolezza e sostanza a un pensiero poetico di denuncia che condivido ampiamente. esprimo alla poetessa il mio fraternamente.
poeta per te zaza7 agosto 2017
Ricordiamo, con questi vibranti versi, Hiroshima e il suo sole caduto su centinaia di migliaia di innocenti e sulla coscienza dei responsabili, a eterna condanna e monito sull'uso sciagurato del potere.


