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Riflessioni 6 agosto 2017 · lettura 1 min · 990 letture

Little boy (6 agosto '45)

Rita Stanzione 1949 poesie pubblicate
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Quanti, in balia dell’onda deflagrata nel cielo d’agosto ignari che il sole possa precipitare mentre crediamo solo di girare fiduciosi del viaggio -mattino su sera, estate poi inverno. Cade la notte improvvisa diluvia, lucentezza scura orribile macchia, unica su ognuno la tunica incandescente. Vortice, schiarisce il volto alla Terra già piena di ceneri che hanno amato la vita, corpo su corpo, humus all’uranio. Neanche la morte osa svegliare dai loro polmoni la luce scavare il sonno di case e respiri, l’età del bronzo. L’abbiamo vista la vergogna salvare la scienza dal suo male? Negli ossari di Amleto rivolta il buio avanza, tra pace e follia.
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Poesia pubblicata nella rivista di letteratura "Euterpe" n. 22 febbraio 2017 a tema "La storia come testimonianza"

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (2)

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Francesco Rossi6 agosto 2017

quando si entra in questa tematica conta molto la sostanza e la poetessa unisce stile consapevolezza e sostanza a un pensiero poetico di denuncia che condivido ampiamente. esprimo alla poetessa il mio fraternamente.

poeta per te zaza7 agosto 2017

Ricordiamo, con questi vibranti versi, Hiroshima e il suo sole caduto su centinaia di migliaia di innocenti e sulla coscienza dei responsabili, a eterna condanna e monito sull'uso sciagurato del potere.