La ballerina bianca
E’ l’alba, quasi mattima,
preparo un caffè in cucina.
Ho un lavoro da sbrigare,
un’uccellina da sfamare!
Vola, arriva sulla mia terrazza,
attende che le porgo la tazza
col cibo, da me tagliato a mano,
poi pretende che mi allontano.
Mangia, beve, a volte cinguetta,
resta lì per ore, non ha fretta!
Da otto anni la sua presenza è costante,
fino al tramonto non mi lascia un istante.
Forse mi considera il suo maggiordomo
perché ha captato che io non la domo!
E’ allegra, vivace, non la vedo mai stanca,
riempie la pancia senza il conto in banca!
Due volte l’anno la sua famiglia allarga.
Ho le nuove ballerine messe a libro paga.
Gli arrivi e le ripartenze, sin dal mattino,
superano quelle dello scalo di Ciampino!
Significativamente mi fanno i ringraziamenti
lasciandomi sul terrazzo chili di escrementi!
All’imbrunire, prendo la ramazza per pulire,
aspetto domani per ricominciarle a servire!
©
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