Shardana
Pier Giorgio Cadeddu
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Qui sulle pendici dei monti d’argento,
scorre la mia vita verso valle
io, serpente ed aquila, uomo e pietra,
padrone di villaggi e servo dei cani di foresta;
una vita scoscesa e senza una risposta,
perché le voglie secche dei torrenti
asciugano i pensieri
e ogni alba è un tramonto di luna .
E canto sotto ogni chiarore ed ombra,
la paura di perdere tana e radici
nel bosco di ghiande e foglie morte;
corro senza sapere
sopra il dirupo delle ultime leggende,
tracciando solitario il sibilo dell’aria
e respirando i vortici salati del vento;
ma non posso fermarmi ora,
devo finire e consumare
l’assurdità di una stagione di corsa.
Quando berrò il sentore della pioggia
avrò forse lasciato incredulità e inganno
e sarò lupo senza agnelli
pelle, zanne e luce di luna;
quando mi ciberò delle vostre pretese
ritornerò allora roccia e tholos,
guerriero e sacerdote,
nuraghe e sfida inchiodata al futuro.
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Pier Giorgio Cadeddu
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