Lagher
Da loculo a loculo
tragitto unico
col broncio che bilancia
la gobba di schiena
di certe vite
brulle
immerse in eterno autunno
stagione inceppata
su una V rovesciata
emblema
di unico passo gigante
somma di scarpe formiche
in andirivieni
da casa a posti di lavoro lagher
ove ignavi aguzzini
con al collo cappi in licenza
in mira di suolo ossequi di inferi
infilzano pensieri e resapiri
di condannati al lunario
nel limbo dall'alba al tramonto
col solo premio ricomporre
la sera puzzle le ossa
su coperte rubate ai fantasmi
-Il sogno è fiati roventi
di gerarchi al collaudo di carni
da consumare o scartare
e teste provate nelle fauci
di mostri in sbadiglio
-Sono i nuovi schiavi
che hanno in tasca le chiavi
ma per paura di perdersi
si incatenano stretti
alla coda dell'unico treno
chiamato progresso che porta
al capolinea binario morto
d'una tetra stazione dal nome
...civiltà...
sono cadaveri che tornano
dalla licenza degli occhi
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