Grandine
Un lampo
attrito d'implori roventi,
un tuono
rutto del sole
dietro neri aquiloni incagliati
persi dagli angeli
che piangono
e lanciano pietre
a disincagliarli
e rimbalzanti
finiscono su vigne assetate
tra bestemmie
e additi all'infinito
di contadini
Pestaggio di coppole
rasentare di cani
canto allo spreco
di passeri
Resettano l'asfalto
le pozzanghere
e perdono il loro mare di specchi
i bambini
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Commenti (1)
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Rosetta Sacchi19 agosto 2017
Un autore che pone ogni suo componimento nella categoria Sociale. Forse, tutto ciò che accade, le nostre emozioni e sensazioni nonché riflessioni sono riconducibili al sociale. Questa poesia, credo, che rispecchi quest’analisi. L’autore descrive la grandine nel suo manifestarsi, negli effetti che conseguono e l’ osserva con gli occhi del bambino, del contadino, con l’immaginare un Cielo (divino) , lì dove arrivano le imprecazioni di chi teme i danni alle colture e lì dove finiscono gli aquiloni “persi dagli angeli che piangono”. Una descrizione (osservazione) di berretti strappati dal vento e pestati dai passi, del “rasentare” dei cani, che si chiude con lo sguardo alle pozzanghere “che resettano l’asfalto”.
