Vezzo
Alfredo Mercutello
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Roteo nel tedio vaneggiando in vortici risultanti
contorti insipidi rigori d'apprezzamenti altalenanti
cianotico rigurgito d'arie d'inaudita mielosa ironia
vessato in arte per cagion desta da intavolare
dedito a rumorosi espianti di patetiche umiliazioni
famelico contenuto d’inoperose calde vessazioni
e sarò vittoria di spazio nei relativi immoti del tempo
un contorto rigore d’improbabile antitetica direzione
che sol poi mi si addica il vezzo del molestare
se anche poi fossi un attento veniale concorso
anche solo un’irriverente acre attivista monodose
macabro pio ritegno d'insulare postuma stipsi
capirei le capziose minuzie del crear un sol tormento
un rimedio morboso allo smielato latte senile
materno rintocco di convulsi ritmici assaggi
tra consumate ardimentose illazioni farraginose
adagiando violenze nell'impeto sterile d'ogni resa
un latente io odioso idiota inutile plurimo e antiestetico
artefice inconsueto di una programmatica involuzione
reo di un carattere obliato in stilosi appunti parafrasati
ecco un vezzoso affresco vorticoso creativo e inalante.
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