Comunque madre
rita iacobone
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Oh, spietata scure,
che apri nel mezzo il cuore,
Sei, madre,
straziatamente coinvolta
da un figlio servo della morte,
messore d'anime senza colpa
Quel cuore di donna
non riesce a giudicarti,
su quell'asfalto gemono
perduti inermi corpi,
Si, esser madre a volte divien ingrato!
Latte che al seno le succhiasti
ora le par sangue d'averti dato.
Contrapposti sentimenti
follia d'amor di genitrice
,sa che il tempo ritorni non conosce,
Uomini su quella strada rifluiranno
in una timida cercata vitalità,
A lei, travagliata madre
null'altro, che consunzione e pietà.
©
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L'autore
rita iacobone
Chi sono non saprei, da sempre sono alla ricerca di me stessa, cambiando in continuazione come un caleidoscopio. Vivo ogni sensazione intensamente col cuore e così a volte mi esalto altre mi deprimo. E' da questo stato d'animo che nasce da tanto tempo il desiderio di salvare pensieri tra parole di poesia. Tutti quei mo
Commenti (1)
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e
emiliapoesie3925 agosto 2017
ho letto e riletto la lirica che fa molto pensare... noi mamme generatrici di vita non sempre i nostri figli sono come noi li vorremmo, talvolta distorti nei loro comportamenti e da ideali negativi ci fanno rimpiangere la vita donata... pur restando sempre madri...
