Vieni a Napoli
Franca Donà astrofelia
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E’ alla stazione che incontro la città
fuori dalla striscia bollente dei binari
il caldo torrido che sbuffa, e suda l’ora
nel ritmo metallico di bronzee lancette
tra voci ed accenti coloriti, l’umanità intera
riversa in quella piazza d’asfalto luccicante.
Fuori il cielo è blu senza l’ombra d’una nuvola,
senza dubbio o compromesso, s’insinua ai vicoli
tra i panni stesi, i fili tesi sui vecchi balconi scrostati,
scende quasi a sfiorare le strade, accarezza il mare.
Attraversare Napoli è un gioco senza regole
è respirare il tempo nella Storia, è sfogliatelle
pizza e pummarola, è un caffè cocente in tazzulella,
lo struscio in via Toledo, lo scippo in ogni dove.
E’ il vestito nero delle madri addolorate, le mani al petto
i figli pianti come in guerra. E’ chiese, santi e peccatori,
è il Vesuvio addormentato sopra il Golfo, sotto al sole.
E’ la cartolina con su scritto: “Vieni a Napoli e poi muori.”
E' il viaggio mai dimenticato.
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Franca Donà astrofelia
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