Dove il fiume
Rita Minniti
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Una panchina vuota.
A terra
una sigaretta ancora accesa.
Cosa mi trattiene
dal non urlare al vento,
che geme
al muoversi tra le foglie,
di quell’abbandonarmi
ai giorni,
alle repliche d’un film
visto e rivisto.
E cosa dire
se all’orizzonte
la memoria si fa buia.
Potrò mai scrivere
di solitudini
come fossero
oasi in un deserto?
Forse tornerà al mattino,
la pioggia,
a dissetarmi.
Patetico,
adesso,
il rincorrersi,
dove il fiume s’arresta,
e briciole di niente
evaporano nell’attesa
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L'autore
Rita Minniti
Commenti (3)
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carla composto30 agosto 2017
malinconica ma intensa bellissimi versi da conservare con cura riflessioni che rrivano e portano a pensare elogio
Annamaria Gennaioli31 agosto 2017
Non si possono imbrigliare i pensieri, essi vagano lungo i sentieri dell'impossibile e si adagiano, dove il sentire si fa più aspro e lo sguardo si posa, dove il ricordo si abbandona.
A
Arelys Agostini1 settembre 2017
Cuanta melancolía en esta lírica, sensaciones de vida que van y vienen en el cotidiano vivir, Vibrante cuando la poetisa escribe: Que mi impide/ no gritar al viento/ que gime/ al moverse entre las hojas/ de aquel abandonarme/ a los días/… y que decir/ su en el horizonte/ la memoria es oscura/… Molto apprezzata


