Non chiedere al tuo cuore di smettere d’amarmi
Non chiedere al tuo cuore di smettere d’amarmi
sarebbe come se le ombre in modo inaspettato
ammassassero il loro nero
e smettessero di divertirsi con la luce;
o come la farfalla dopo il primo dondolare d’ali
lasciasse da parte il suo volare.
E come se d’improvviso s’arrampicasse il vento
senza più le sue curve impregnate d’umida pioggia...
anzi, vestirebbe di un profondo vuoto
senza più desiderio di sbatacchiare polline.
Allora a cosa servirebbero più le praterie da fecondare?
Perciò non chiedere al tuo cuore di smettere d’amarmi
cosi che io m’accorga d’improvviso
di non appartenere più
ai profondi segreti dell’anima tua
divenendo solo un singolo angolo buio
lì dove neanche il sacro volto di nessun angelo
potrebbe sorreggere il suo canto alle stelle.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Luciano Capaldo1 settembre 2017
Un titolo quasi pretestuoso, quasi per dar corso ad una piacevole quanto puntuale raffica di similitudini di grande spessore evocativo ed enfasi sentimentale. Versi che si succedono in un climax ascendente che riescono sempre a catturare l'ammirazione del lettore. Il mio elogio.
