Non scordar
Rosaria Catania
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Era noto a tutti
quella che recitava versi
"mangia mangia"
"ca crisci ranni ranni"
rallegravan campagne
e sul luccicar di occhioni sgranati
le guance si arrossavano di sudate e risate
salti di fossa e mosca cieca
bruciavan al sole della mia bella Sicilia
asparagi nespole e la gazza sul comò
amavam guardar e gustar quel gioco
su un regno prospero
guardiani di vecchiaie
costruivan per noi fiabe su campi di grano
un regno magico
giostre cavalli e fate
senza castelli e corone
bellezze nel lor canto
nel mondo dell'innocente inconscio orgoglio
fui dea del lor sguardo attento
forse delusa
sull'insistente luce accesa
dove nessun poté più entrare
quel zaffiro incastonato
sull'amor impartito
fu leggenda svanita nel tempo delle rose
acqua cheta
sorgente pura
e sulla rima della riva di vita ne fui baciata
oltre quel salto
non trovai le braccia a sorreggermi
Non scordar...
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Rosaria Catania
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